Anticipo TFS per separati e divorziati: tutta la verità

Questo articolo tratta due argomenti specifici:
1) Anticipo TFS per divorziati
2) Anticipo TFS per separati

Quotidianamente mi scrivono decine di separati e divorziati per chiedermi informazioni e chiarimenti in merito alla loro posizione per l’Anticipo del TFS a tasso agevolato in quanto potrebbero sorgere ostacoli per la delibera del finanziamento in merito alla corretta applicazione della normativa in riferimento all’art. 8 del DPCM n.51 del 22/04/2020.

Al riguardo bisogna fare alcune distinzioni: la posizione dei separati è diversa da quella dei divorziati. Allo stesso modo è importante anche verificare il momento in cui è giunta un’eventuale richiesta di separazione o divorzio, se prima o dopo il pensionamento. Altro elemento importante riguarda anche a chi è stata addebitata la responsabilità del divorzio, quanti anni è durato il matrimonio, se l’ex coniuge si è successivamente risposato, in quale momento lo ha fatto e cosa è stato effettivamente indicato dal giudice nella sentenza.

Ad esempio, se prima della data di prevista erogazione del TFS da parte dell’Inps, l’ex coniuge separato presentasse domanda di divorzio, lo stesso avrebbe diritto al 40% dell’indennità di fine servizio spettante al pensionato qualora, ad esito della sentenza, ottenesse il riconoscimento dell’assegno di mantenimento senza essere passato a nuove nozze.

Tale circostanza è espressamente confermata dalla Corte di Cassazione, secondo la quale: “la ratio dell’art. 12 bis (della legge n. 898/1970) è quella di correlare il diritto alla quota di indennità non ancora percepita dal coniuge al quale essa spetti al diritto all’assegno divorzile, il quale in astratto sorge, ove spettante, contestualmente alla domanda di divorzio” (sentenza n.12175 del 6 giugno 2011).

La mancata titolarità di assegno, invece, impedisce la richiesta di una quota del TFR liquidato all’ex coniuge.

Infatti NON ha diritto ad ottenere una quota di trattamento di fine rapporto chi non sia titolare dell’assegno divorzile, che quindi non può avanzare domanda per una quota del Tfr dell’ex coniuge.

È quanto ha stabilito la Corte di cassazione, Sezione VI Civile, con l’ordinanza del 22 giugno 2020, n. 12056, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato quanto già deciso, nel caso de quo, dalla Corte d’appello di Potenza.

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Anticipo TFS a separati e divorziati: come fare per…

Come vedi ogni caso è diverso dall’altro e non si può generalizzare facilmente trattandosi di particolari tecnicismi giuridici.

Ad ogni modo, nel caso ci siano vincoli a favore dell’ex coniuge è possibile valutare la richiesta per la quota rimanente spettante a tasso ordinario o agevolato.

Ad esempio, se il tuo Tfs è pari ad €45.000 e al coniuge ne spetta il 40%, puoi chiedere l’Anticipo su €27.000. E’ preferibile fare preventivamente questa valutazione per evitare che la pratica sia rigettata e che quindi vada istruita e presentata due volte.

L’ufficio legale della Banca provvede GRATUITAMENTE a studiare la documentazione ed effettuare tutte le valutazioni necessarie per trovare la soluzione migliore nell’attento rispetto della normativa di riferimento.

Tra i vari documenti necessari a presentare la richiesta di Anticipo TFS, infatti, c’è anche una Dichiarazione Sostitutiva di Certificazione e Notorietà con la quale si dichiara il propio stato civile, la composizione attuale del nucleo familiare e la situazione relativa ad eventuali matrimoni pregressi.

Per questo motivo per i separati e i divorziati è preferibile allegare da subito anche copia della sentenza di separazione/divorzio per verificare immediatamente eventuali vincoli a favore dell’ex coniuge. Nel caso in cui non fosse disponibile questo documento può essere richiesto al Tribunale.
Anche il Comune potrebbe emettere un documento equivalente presentando specifica richiesta.

Per concludere, posso affermare che ogni richiesta di finanziamento per l’Anticipo del TFS è sempre valutata nel suo complesso, la banca in fase di merito creditizio, antiriciclaggio, antifrode e altri controlli standard effettua tutte le verifiche tecniche e legali necessarie per la delibera definitiva.

Quando dico che velocizzo i tempi di lavorazione della pratica, ad esempio, intendo proprio casi come questo: chiedere i documenti in anticipo, infatti, serve a guadagnare tempo e anticipare eventuali obiezioni o richieste di integrazioni.

Non è “obbligatorio” presentare da subito la sentenza di separazione o divorzio ma è preferibile farlo per le ragioni che ti ho appena spiegato. Altrimenti si può consegnare subito la restante documentazione e integrare questo documento successivamente, essendoselo procurato nel frattempo.

In caso di separazione o divorzio, quindi, è sempre necessario presentare una copia della sentenza che ne attesta le condizioni e caratteristiche.

Per tutelare i clienti (e non esporli a inutili rischi) per tale sentenza NON si accettano autodichiarazioni!

In caso di eventuali contestazioni (da parte dell’ex coniuge o di terzi aventi diritto) si incorrerebbe in gravissimi reati. Per questo motivo tutte le sentenze di separazione o divorzio vengono sottoposte preventivamente e GRATUITAMENTE al vaglio del nostro ufficio legale che verifica che siano in linea con i requisiti previsti dalla normativa di riferimento.

Se si accettasse un’autodichiarazione sulla sentenza e questa risultasse inesatta, nel caso in cui un ex coniuge dovesse farsi vivo per reclamare parte del tfs/tfr, si corrono i seguenti rischi:
1) reato penale di truffa alla banca con conseguente restituzione dell’anticipo percepito,
2) reato penale di falso in autodichiarazione.

Del resto tutti dovrebbero avere in casa una copia della sentenza di separazione o divorzio.

Prova ad immaginare se in giro si sapesse che accettiamo autocertificazioni di questo tipo: arriverebbero tutti i separati e i divorziati che devono soldi agli ex ed userebbero questo stratagemma per truffare la banca o i loro ex coniugi. Lavorare in questo modo sarebbe una follia senza senso.

Per tale motivo chiediamo sempre una copia della sentenza di separazione o divorzio, non accettiamo autodichiarazioni e ne siamo orgogliosi e fieri.

Sicuramente una persona sveglia e per bene come te apprezza la nostra franchezza, professionalità e correttezza.

Questo lo facciamo perché rispettiamo la legge, vogliamo prevenire problemi e contenziosi e non vogliamo far perdere tempo a nessuno.

Questo modo di lavorare tutela i nostri clienti e ci garantisce risultati di estremo successo e di vera eccellenza.

Chi volesse fare il furbo si rivolga tranquillamente altrove.

C’è chi fa i lavori con professionalità e “ad opera d’arte” e chi fa i lavori in modo approssimativo, arruffato e con le autodichiarazioni.

Non abbiamo la pretesa di essere perfetti per tutti. Il mio metodo di lavoro non è per tutti, questo lo affermo sempre chiaramente.

Professionalmente cerco la perfezione e mi rivolgo a clienti che cercano altrettanto. Mi rivolgo a gente che non si accontenta di un servizio approssimativo che non era accettabile nemmeno il secolo scorso, figuriamoci oggi.

Il mio motto è: “cortesia italiana, qualità svizzera”.
Per tutto il resto ci sono le altre banche.

Per concludere, posso affermare che ogni richiesta di finanziamento per l’Anticipo del TFS è sempre valutata nel suo complesso, la banca in fase di merito creditizio, antiriciclaggio, antifrode e altri controlli standard effettua tutte le verifiche necessarie per la delibera definitiva.

Ho voluto condividere con te questa informazione per mostrarti come il mio metodo di lavoro consideri ogni ipotesi ed eventualità in modo da ottimizzare sempre i tempi e i risultati.

Come vedi il mio impegno è lavorare sempre pancia a terra ed essere super operativa per anticipare e risolvere qualsiasi possibile obiezione o intoppo ed offrirti il TOP senza farti perdere tempo.

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