Anticipo Tfs Fondo Credito Inps 1%: tanto fumo e poco arrosto

Fondo Credito INPS: “Smascherata la terribile verità sull’Anticipo Tfs Inps con il Fondo Welfare (e tutto quello che devi assolutamente sapere in questo momento per ottenere il Tuo TFS senza perdere tempo)”

Dal 25 aprile 2024, gli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali non possono più presentare la domanda per accedere alla misura.

Sulla carta l’idea era bellissima: soldi gratis (o quasi) per avere il proprio tfs senza aspettare “a babbo morto”. La delibera Inps 219 del 9 novembre 2022 sembrava la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi dei pensionati italiani del settore pubblico e statale che aspettano il loro TFS. Eppure, nonostante le promesse e le aspettative, il risveglio, ancora una volta, è stato amarissimo.

Presto è venuta fuori la dura realtà: mai fidarsi di un personaggio come Tridico (l’ex presidente Inps che ha partorito questa genialata), delle promesse delle istituzioni italiote, dell’inps e della burocrazia italiana!

Non è tutto oro quello che luccica e quello che sembrava dolce e succulento come un mare di nutella, visto da vicino, della nutella aveva solo il colore.

Un film già visto con il reddito di cittadinanza e con il super bonus al 110% sulla casa. Sulla carta idee bellissime e geniali, nella realtà, invece, una vera odissea di carte e burocrazia con il rischio di ritrovarsi con un pugno di mosche in tasca e un oceano di problemi.

La terribile verità è che i soldi gratis non esistono e nessuno ti regala niente.

Prima di tutto bisogna chiarire che il finanziamento per lAnticipo Tfs gestito dal Fondo Credito Inps era RISERVATO AI SUOI ISCRITTI e da sempre si sapeva che poteva soddisfare solo circa 5.000 richieste a fronte di 200.000 pensionati del 2022 (più tutti quelli degli anni precedenti).

Anticipo TFS Fondo Credito: svelate le trappole e le insidie di questo strumento SPERIMENTALE che è nato morto e non esiste più!

Ecco la prima trappola più inquietante: per una svista o inefficienza informatica dell’inps, la domanda poteva essere presentata anche da parte di chi non era iscritto al fondo welfare. Le domande, infatti, venivano controllate solo successivamente.

Ovvero, il sistema informatico dell’inps non filtrava a monte le domande, quindi la richiesta poteva essere inserita da chiunque, anche da chi non ne aveva diritto.

fondo credito inps
Chi inseriva la domanda per errore, senza essere realmente iscritto al Fondo Credito Inps, rischiava gravi problemi!

ATTENZIONE: autocertificare di essere iscritti al Fondo Welfare, senza esserlo effettivamente, può essere reato penale. Tant’è che nei vari passaggi viene fatta fare anche una dichiarazione in tal senso, quindi chi sbaglia rischia pure di passare per bugiardo, sprovveduto, truffatore o “furbetto” e di andare incontro a conseguenze poco piacevoli.

Inoltre la domanda veniva inserita anche senza essere in possesso del Certificato di Quantificazione, quindi “alla cieca” senza conoscere l’ammontare del Tfs Inps e la data di diritto alla prestazione.

Sarebbe stato il fondo welfare a chiedere con tutta calma il certificato di quantificazione alla sede provinciale Inps di competenza (buonanotte).

Quindi bisognava aspettare 180 giorni (sei mesi) solo per conoscere le condizioni economiche applicate, sempre che nel frattempo non fossero esauriti i fondi (appena 300.000.000 di euro), coem effettivamente avvenuto.

Trascorso questo tempo, il pensionato avrebbe dovuto ricevere il contratto ed aveva 30 giorni per restituirlo correttamente firmato.

Se tutte le firme fosse state corrette, la documentazione da allegare fosse stata conforme, la pratica superati tutti i controlli, doveva essere approvata, quindi il contratto avrebbe dovuto essere notificato dal Fondo Credito Inps alla sede provinciale Inps di competenza.

Quanto tempo avrebbe impiegato il fondo credito inps a notificare il contratto alla sede provinciale di competenza? Settimane? Mesi? Anni?

Quest’ultima, a sua volta, doveva emettere tassativamente la presa d’atto entro 30 giorni, pena la decadenza del contratto e della delibera. Nel caso in cui la presa d’atto fosse arrivata effettivamente entro 30 giorni, il pensionato doveva aspettare altri 75 giorni per l’erogazione effettiva.

Quindi 180 + 30 + 30 + 75 giorni (nella migliore delle ipotesi)

Ovviamente questi termini non erano perentori e se l’Inps, come al solito, non li avessi rispettati avrebbero potuto anche prolungarsi.

L’unico termine perentorio era quello della presa d’atto entro 30 giorni (pena la decadenza di tutta la procedura).

Anticipo Tfs con il Fondo Credito INPS: ecco le 16 trappole infernali da affrontare contro la burocrazia italiana!

Nella mitologia greca Ercole dovette affrontare 12 fatiche per espiare il fatto di essersi reso colpevole della morte della sua famiglia. Un povero pensionato italiano ne deve affrontare addirittura 16 per la sola colpa di volere i suoi soldi di cui ha pieno diritto.

Ecco le 16 “trappole” da superare:

1) il prestito del Fondo Credito Inps era riservato a chi prima di andare in pensione aavesse aderito al Fondo welfare ma la domanda poteva essere erroneamente inserita anche da chi non lo era che in tal caso rischiava una denuncia penale per dichiarazioni mendaci, truffa e falsa autocertificazione;

2) l’adesione al fondo credito è irreversibile e a vita e comporta una trattenuta mensile in servizio pari allo 0,35% dello stipendio, in pensione pari allo 0,15%.

3) i fondi all’epoca disponibili avrebbero soddisfatto solo 5.000 richieste a fronte di 200.000 pensionati che hanno lasciato il servizio nel 2022 (più tutti quelli degli anni precedenti che ancora aspettano i loro soldi)

4) la domanda veniva inoltrata al fondo credito senza passare prima dalla sede provinciale Inps, quindi senza certificato di quantificazione, senza conoscere l’importo del tfs e la scadenza naturale dell’attesa. Sarebbe stato il Fondo Welfare, in teoria, a chiedere il certificato di quantificazione alla sede provinciale Inps competente (campa cavallo che l’erba cresce)

5) le pratiche venivano lavorate dal Fondo Credito Inps in ordine cronologico ma senza click day, quindi l’inps continuava ad accettare domande anche se non c’erano più probabilità di accesso al credito, il che voleva dire che venivano prese in carico anche le domande presentate da parte di chi non aveva alcuna speranza che i fondi sarebbero stati ancora disponibili e senza che fosse nemmeno iscritto al fondo welfare;

6) l’esito si conosceva entro 180 giorni (sei mesi) dalla presentazione della richiesta. Il termine non era perentorio pertanto poteva volerci molto di più

7) l’inserimento delle richiesta annullava automaticamente la validità dei certificati di quantificazione già emessi precludendo la possibilità di passare al prestito bancario senza chiedere prima un altro certificato (altri tre mesi)

8) il prestito inps del fondo credito era pro solvendo, ovvero l’inps lo emetteva senza troppi controlli e si riservava di chiedere i soldi indietro in caso di errori o problemi emersi successivamente

9) concluso l’iter, per l’erogazione effettiva ci volevano altri 75 giorni

10) se, nel frattempo che la pratica veniva esitata, la durata di attesa per ricevere il tfs a scadenza naturale, fosse diventata inferiore a sei mesi la richiesta veniva respinta

11) dopo l’istruttoria (che poteva durare 6 mesi ed oltre), il pensionato riceveva il contratto e lo doveva firmare entro 30 giorni. Dopo la firma il fondo credito provvedeva a tutti i controlli e le verifiche necessarie e, se non riscontrava errori, lo notifica all’inps che doveva rilasciare la presa d’atto entro 30 giorni (pena la decadenza del contratto e di tutta la procedura). Dopo altri 75 giorni il pensionato avrebbe dovuto ricevere finalmente i soldi (sempre che nel frattempo il fondo non si fosse esaurito e che il tempo di attesa per la prossima tranche a scadenza naturale fosse stato superiore a 6 mesi).

12) la somma veniva erogata al netto di eventuali morosità nei confronti dell’inps e dell’estinzione di mutui o cessioni del quinto con il fondo credito che il pensionato avesse dovuto estinguere

13) durante tutto l’iter della pratica il pensionato era in balia della sede inps provinciale e del fondo credito nazionale che si rimpallavano responsabilità a vicenda senza riferimenti precisi

14) nel frattempo i tassi bancari continuavano a crescere e l’inflazione si sarebbe mangiata il potere d’acquisto del tfs

15) l’Inps aveva chiesto alle banche di non applicare spese di istruttoria sull’anticipo agevolato per non “speculare” sui pensionati, quando però era l’Inps a istruire il finanziamento pretendeva dal pensionato lo 0,50% di spese d’istruttoria

16) E’ legittimo che un debitore (l’inps) si faccia pagare interessi su un proprio debito verso il creditore (il pensionato)?

In alternativa a tutto questo c’è TFSTURBO, il metodo più comodo e sicuro in Italia per l’Anticipo Tfs:

1) un professionista come referente a disposizione h24 con filo diretto senza attese (mail, numero verde, whatsapp, telefono fisso e mobile);

2) tempi rapidi e certi di erogazione;

3) il servizio più comodo, semplice, rapido, trasparente ed efficace in Italia, già collaudato da centinaia di pensionati che sono letteralmente entusiasti degli incredibili risultati ottenuti (come dimostrano le infinite recensioni positive scritte da chi già ha verificato il metodo n.1 in Italia per l’Anticipo Tfs Inps);

4) servizio e supporto professionale 100% italiano e gratuito;

5) comodamente da casa: senza attese instancabili, senza call center, senza incertezze, senza stress, senza rischi, senza brutte sorprese, senza perdere tempo con l’Inps, senza burocrazia

Cos’altro? What else?

Anticipo Tfs Fondo Credito Inps 1%: tanto fumo e poco arrosto 1

Leggi questo se hai già malauguratamente presentato la domanda al fondo credito inps:

Se non eri a conoscenza di tutte queste informazioni, ti sei pentito di aver chiesto il finanziamento al fondo credito inps, sei stufo di aspettare e perdere tempo e vuoi ottenere subito la tua buonuscita, allora vai sul sito inps, trova la tua richiesta, mettila in RINUNCIA ed inserisci subito una nuova domanda di certificato di quantificazione del tfs. Chi ha tempo non aspetti tempo.


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