Anticipo Tfs Fondo Credito Inps 1%: tanto fumo e poco arrosto

Fondo Credito INPS: “Smascherata la terribile verità sull’Anticipo Tfs Inps con il Fondo Welfare (e tutto quello che devi assolutamente sapere in questo momento per ottenere il Tuo TFS senza perdere tempo)”

Sulla carta l’idea era bellissima: soldi gratis (o quasi) per avere il proprio tfs senza aspettare “a babbo morto”. La delibera Inps 219 del 9 novembre 2022 sembrava la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi dei pensionati italiani del settore pubblico e statale che aspettano il loro TFS. Eppure, nonostante le promesse e le aspettative, il risveglio, ancora una volta, è stato amarissimo.

Presto è venuta fuori la dura realtà: mai fidarsi di un personaggio come Tridico, delle promesse delle istituzioni italiote, dell’inps e della burocrazia italiana!

Non è tutto oro quello che luccica e quello che sembrava dolce e succulento come un mare di nutella, visto da vicino, della nutella aveva solo il colore.

Un film già visto con il reddito di cittadinanza e con il super bonus al 110% sulla casa. Sulla carta idee bellissime e geniali, nella realtà, invece, una vera odissea di carte e burocrazia con il rischio di ritrovarsi con un pugno di mosche in tasca e un oceano di problemi.

La terribile verità è che i soldi gratis non esistono e nessuno ti regala niente.

Prima di tutto bisogna chiarire che il finanziamento per lAnticipo Tfs gestito dal Fondo Credito Inps è RISERVATO AI SUOI ISCRITTI e potrà soddisfare solo circa 5.000 richieste a fronte di 200.000 pensionati del 2022 (più tutti quelli degli anni precedenti).

Anticipo TFS Fondo Credito: svelate le trappole e le insidie di questo strumento SPERIMENTALE

Ecco la più inquietante: per una svista o inefficienza informatica dell’inps, la domanda può essere presentata anche da parte di chi non è iscritto al fondo welfare. Le domande, infatti, vengono controllate solo successivamente.

Ovvero, il sistema informatico dell’inps non filtra a monte le domande, quindi la richiesta può essere inserita da chiunque, anche da chi non ne ha diritto.

fondo credito inps
Chi inserisce la domanda per errore, senza essere realmente iscritto al Fondo Credito Inps, rischia gravi problemi!

ATTENZIONE: autocertificare di essere iscritti al Fondo Welfare, senza esserlo effettivamente, può essere reato penale. Tant’è che nei vari passaggi viene fatta fare anche una dichiarazione in tal senso, quindi chi sbaglia rischia pure di passare per bugiardo, sprovveduto, truffatore o “furbetto” e di andare incontro a conseguenze poco piacevoli.

Inoltre la domanda viene inserita anche senza essere in possesso del Certificato di Quantificazione, quindi “alla cieca” senza conoscere l’ammontare del Tfs Inps e la data di diritto alla prestazione.

Sarà il fondo welfare a chiedere con tutta calma il certificato di quantificazione alla sede provinciale Inps di competenza (buonanotte).

Quindi bisognerà aspettare 180 giorni (sei mesi) solo per conoscere le condizioni economiche applicate, sempre che nel frattempo non siano esauriti i fondi (appena 300.000.000 di euro).

Trascorso questo tempo, il pensionato riceve il contratto ed ha 30 giorni per restituirlo correttamente firmato.

Se tutte le firme sono corrette, la documentazione è conforme, la pratica supera tutti i controlli e viene approvata, il contratto viene notificato dal Fondo Credito Inps alla sede provinciale Inps di competenza.

Quanto tempo impiegherà il fondo credito inps a notificare il contratto alla sede provinciale di competenza? Settimane? Mesi? Anni?

Quest’ultima, a sua volta, deve emettere tassativamente la presa d’atto entro 30 giorni, pena la decadenza del contratto e della delibera. Nel caso in cui la presa d’atto arrivi effettivamente entro 30 giorni, il pensionato deve aspettare altri 75 giorni per l’erogazione effettiva.

Quindi 180 + 30 + 30 + 75 giorni (nella migliore delle ipotesi)

Ovviamente questi termini non sono perentori e se l’Inps, come al solito, non li rispetta possono anche prolungarsi.

L’unico termine perentorio è quello della presa d’atto entro 30 giorni (pena la decadenza di tutta la procedura).

Anticipo Tfs con il Fondo Credito INPS: ecco le 16 trappole infernali da affrontare contro la burocrazia italiana!

Nella mitologia greca Ercole dovette affrontare 12 fatiche per espiare il fatto di essersi reso colpevole della morte della sua famiglia. Un povero pensionato italiano ne deve affrontare addirittura 16 per la sola colpa di volere i suoi soldi di cui ha pieno diritto.

Ecco le 16 “trappole” da superare:

1) il prestito del Fondo Credito Inps è riservato a chi prima di andare in pensione abbia aderito al Fondo welfare ma la domanda può essere erroneamente inserita anche da chi non lo è che in tal caso rischia una denuncia penale per truffa e falsa autocertificazione;

2) l’adesione al fondo credito è irreversibile e a vita e comporta una trattenuta mensile in servizio pari allo 0,35% dello stipendio, in pensione pari allo 0,15%.

3) i fondi attualmente disponibili dovrebbero soddisfare solo 5.000 richieste a fronte di 200.000 pensionati che hanno lasciato l’anno scorso il servizio (più tutti quelli degli anni precedenti che ancora aspettano i loro soldi)

4) la domanda viene inoltrata al fondo credito senza passare prima dalla sede provinciale quindi senza certificato di quantificazione, senza conoscere l’importo del tfs e la scadenza naturale dell’attesa. Sarà il Fondo Welfare, in teoria, a chiedere il certificato di quantificazione alla sede provinciale Inps competente (campa cavallo che l’erba cresce)

5) le pratiche verranno lavorate dal Fondo Credito Inps in ordine cronologico ma non ci saranno click day, quindi l’inps sta continuando ad accettare domande anche se non ci sono più probabilità di accesso al credito, il che vuol dire che saranno accettate le domande anche da parte di chi non ha alcuna speranza che i fondi siano ancora disponibili e non è nemmeno iscritto al fondo welfare;

6) l’esito si conoscerà entro 180 giorni (sei mesi) dalla presentazione della richiesta. Il termine non è perentorio pertanto potrebbe volerci molto di più

7) l’inserimento delle richiesta annulla automaticamente la validità dei certificati di quantificazione già emessi precludendo la possibilità di passare al prestito bancario senza chiedere prima un altro certificato (altri tre mesi)

8) il prestito inps del fondo credito è pro solvendo, ovvero l’inps lo emetterà senza troppi controlli e si riserva di chiedere i soldi indietro in caso di errori o problemi emersi successivamente

9) concluso l’iter, per l’erogazione effettiva ci vogliono altri 75 giorni

10) se nel frattempo che la pratica viene esitata, la durata di attesa per ricevere il tfs a scadenza naturale fosse diventata inferiore a sei mesi la richiesta verrebbe respinta

11) dopo l’istruttoria (che può durare 6 mesi ed oltre), il pensionato ricevere il contratto e lo deve firmare entro 30 giorni. Dopo la firma il fondo credito provvede a tutti i controlli e le verifiche necessarie e se non riscontra errori lo notifica all’inps che deve rilasciare la presa d’atto entro 30 giorni pena la decadenza del contratto e di tutta la procedura. Dopo altri 75 giorni il pensionato dovrebbe ricevere finalmente i soldi sempre che nel frattempo il fondo non sia esaurito e che il tempo di attesa per la prossima tranche a scadenza naturale sia superiore a 6 mesi.

12) la somma verrà erogata al netto di eventuali morosità nei confronti dell’inps e dell’estinzione di mutui o cessioni del quinto con il fondo credito che il pensionato dovesse estinguere

13) durante tutto l’iter della pratica il pensionato sarà in balia della sede inps provinciale e del fondo credito nazionale che si rimpalleranno responsabilità a vicenda senza riferimenti precisi

14) nel frattempo i tassi bancari continueranno a crescere e l’inflazione si sarà mangiata il potere d’acquisto del tfs

15) l’Inps ha chiesto alle banche di non applicare spese di istruttoria sull’anticipo agevolato per non “speculare” sui pensionati, quando però è l’Inps a istruire il finanziamento pretende dal pensionato lo 0,50% di spese d’istruttoria

16) E’ legittimo che un debitore (l’inps) si faccia pagare interessi su un proprio debito verso il creditore (il pensionato)?

In alternativa a tutto questo c’è TFSTURBO, il metodo più comodo e sicuro in Italia per l’Anticipo Tfs:

1) un professionista come referente a disposizione h24 con filo diretto senza attese (mail, numero verde, whatsapp, telefono fisso e mobile);

2) tempi rapidi e certi di erogazione;

3) il servizio più comodo, semplice, rapido, trasparente ed efficace in Italia, già collaudato da centinaia di pensionati che sono letteralmente entusiasti degli incredibili risultati ottenuti (come dimostrano le infinite recensioni positive scritte da chi già ha verificato il metodo n.1 in Italia per l’Anticipo Tfs Inps);

4) servizio e supporto professionale 100% italiano e gratuito;

5) comodamente da casa: senza attese instancabili, senza call center, senza incertezze, senza stress, senza rischi, senza brutte sorprese, senza perdere tempo con l’Inps, senza burocrazia

Cos’altro? What else?

Anticipo Tfs Fondo Credito Inps 1%: tanto fumo e poco arrosto 1

Leggi questo se hai già malauguratamente presentato la domanda al fondo credito inps:

Se non eri a conoscenza di tutte queste informazioni, ti sei pentito di aver chiesto il finanziamento al fondo credito inps, sei stufo di aspettare e perdere tempo e vuoi ottenere subito la tua buonuscita, allora vai sul sito inps, trova la tua richiesta, mettila in RINUNCIA ed inserisci subito una nuova domanda di certificato di quantificazione del tfs. Chi ha tempo non aspetti tempo.


19 Commenti

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