Prima di iniziare a leggere questo report rispondi sinceramente alle seguenti 5 domande:
1) Sei un pensionato del settore pubblico o statale?
2) Vuoi ottenere velocemente il tuo TFS/TFR?
3) Hai già chiesto il Certificato di Quantificazione del Tfs e sei in attesa di risposta da oltre 90 giorni?
4) Sei pronto a rimboccarti le maniche per ottenere quello che ti spetta?
5) Sei davvero stufo di aspettare l’Inps e sprecare il Tuo prezioso tempo?
Sei hai risposto “Sì” a tutte queste domande allora sei la persona davvero perfetta per la soluzione che sto per svelarti e sei nel posto giusto per risolvere il tuo problema senza perdere tempo.

La buona notizia che oggi voglio darti è che, grazie a questi miei preziosi consigli e potenti suggerimenti già testati sul campo, potrai finalmente sistemare velocemente le cose una volta per tutte. Puoi smettere di cercare altre strade ed altre soluzioni.
Scrivo questo report gratuito per un motivo molto semplice: voglio sradicare definitivamente e una volta per tutte quel luogo comune (spesso tristemente vero) che dice che in Italia senza “santi in paradiso” e senza conoscere gli “amici degli amici” non si ottiene nulla.
Oggi voglio dimostrati che con le giuste informazioni e con la giusta chiave non c’è porta che non si possa aprire velocemente facendo valere i propri sacrosanti diritti senza chiedere aiuto a nessuno.
Tutto quello che sto per donarti e rivelarti è 100% sicuro, certificato e verificato in anni di esperienza professionale sul campo e centinaia di casi concreti già risolti con estremo successo.
Oggi scoprirai gli strumenti più efficaci e potenti in Italia per sistemare definitivamente le cose e ottenere il velocemente i tuoi soldi spalancando tutte le porte che vanno disarcionate.
Queste informazioni sono assolutamente esclusive e non diversamente reperibili su nessun altro portale italiano dedicato all’Anticipo TFS.
Ecco le 3 “formule magiche” potentissime cosa sto per svelarti in modo semplice, rapido, chiaro, conciso e alla portata anche di chi come te non ha mai avuto in passato problemi quello che ti sta capitando oggi
- come presentare una diffida all’inps;
- come avviare la procedura di accesso agli atti;
- come farsi aiutare gratuitamente dal difensore civico;
1) Facsimile diffida Inps: guida passo passo
Quando presentare la diffida?
Puoi presentare una diffida all’inps se hai correttamente inoltrato una domanda di Quantificazione del Tfs e l’Inps non ha rilasciato il certificato nei limite di 30 giorni come previsto dalla normativa d.l. 4/2019
Come scrivere la diffida all’Inps?
La diffida inps per avere valore legale deve contenere alcune caratteristiche fondamentali:
- Deve essere fatta a mezzo PEC o tramite raccomanda con ricevuta di ritorno;
- Vi deve essere un limite temporale di almeno 15 giorni per l’adempimento da parte dell’inps;
- Deve essere indicata una conseguenza in caso di ulteriore inadempimento (ad esempio: richiesta risarcimento danni, denuncia penale per omissione d’atti d’ufficio)
Quali informazioni deve contenere la diffida?
Deve riportare tutti i tuoi dati:
– nome, cognome, CF, data nascita, residenza, recapito telefonico
– fotocopia documento riconoscimento + tessera sanitaria
– il numero di protocollo della richiesta del Certificato di Quantificazione del TFS e la data della richiesta.
La diffida va inoltrata alla sede inps competente,
Qui sotto trovi tutti gli indirizzi e le pec:
Non è “obbligatorio” farla scrivere e inviare da un avvocato, sicuramente se inviata da un avvocato ha un potere persuasivo più forte.
2) Procedura per l’accesso agli atti: uno strumento potentissimo!
Come accedere agli atti amministrativi (Legge 241/90)
La trasparenza amministrativa consiste, nel suo significato più ampio, nell’assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni sia all’interno del sistema amministrativo, sia fra questo ultimo, i cittadini e le imprese.
Anche l’Inps, essendo parte della pubblica amministrazione, deve rispettare criteri di economicità, di efficacia, rapidità, pubblicità e trasparenza, secondo le modalità previste dalla Legge nonché dai principi dell’ordinamento comunitario: ART. 1 legge 241/90 (modificata e integrata dalla Legge 15/2005)
Questa legge ha introdotto importanti modifiche nei rapporti tra le pubbliche amministrazioni e i diritti dei cittadini. Infatti non solo è previsto il diritto di prendere visione degli atti di un procedimento, ma anche che l’attività amministrativa deve ispirarsi al principio di trasparenza, inteso come accessibilità alla documentazione dell’amministrazione o ai riferimenti da quest’ultima utilizzati nell’assumere una determinata posizione.
Ciò consente ai cittadini di veder garantiti i propri diritti nei confronti dell’amministrazione pubblica: hanno diritto ad una informazione qualificata, ad accedere ai documenti amministrativi e conoscere, nei limiti precisati dalla legge, lo stato dei procedimenti amministrativi che li riguardano, seguendo le fasi attraverso cui l’attività amministrativa si articola.
Cosa si intende per documento amministrativo
E’ considerato documento amministrativo ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse (Ai sensi dell’art. 22 della legge 241/90 con modifica e integrazione della Legge 15/2005). Quindi rientra a pieno titolo tra i documenti amministrativi anche il Certificato di Quantificazione del TFS.
Quando è possibile/utile utilizzare la Legge 241/90
In merito al Tuo Certificato di Quantificazione del TFS,
la procedura per l’accesso agli atti ti dà diritto a:
- sollecitare una risposta da parte dell’amministrazione;
- acquisire informazioni relative ad un procedimento amministrativo;
- conoscere i criteri di gestione delle pratiche.
E’ molto importante, ad esempio, poter sapere a che punto della lista d’attesa ti trovi, i criteri utilizzati per la gestione della lista stessa e quando sarà effettivamente emesso il Certificato di Quantificazione del TFS. Ad esempio, puoi pretende di sapere se pratiche protocollate successivamente alla tua sono già state e messe e perche è stata data a loro la precedenza.
Che cosa è il diritto di accesso
È il potere/diritto degli interessati di richiedere, di prendere visione ed, eventualmente, ottenere copia dei documenti amministrativi. (Ai sensi dell’art. 22 della Legge 241/90) ’’al fine di assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale è riconosciuto a chiunque vi abbia interesse diretto, concreto e attuale per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti il diritto di accesso ai documenti amministrativi’’.
Come accedere agli atti amministrativi
Sono previste due modalità di accesso (ex DPR 352/92):
- Accesso informale (sconsigliato)
Si esercita mediante richiesta, anche verbale, all’ufficio dell’amministrazione competente a formare l’atto conclusivo del procedimento o che lo deterrà stabilmente. Le pubbliche amministrazioni, al fine di facilitare i rapporti con i cittadini, e quindi l’accesso, hanno istituito un apposito ufficio: l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP).La richiesta è esaminata senza formalità ed immediatamente. E’ utile per acquisire quindi informazioni nell’immediato, ma non garantisce la possibilità di poter dimostrare in futuro quanto affermato, quindi è di difficile smentita. - Accesso formale (consigliato)
Il cittadino può sempre presentare una richiesta formale – compilando un apposito modulo che l’amministrazione può aver istituito, oppure scrivendo l’istanza autonomamente – inviandola tramite Pec, raccomandata A/R oppure depositandola all’ufficio Protocollo dell’amministrazione.
Rispetto all’accesso informale quello FORMALE offre una garanzia maggiore, anche se richiede più tempo: si ha nero su bianco l’indicazione richiesta, ha valore legale e può essere utile per rivendicare un diritto disatteso o per controbattere l’affermazione dell’amministrazione.
La richiesta di accesso agli atti va inoltrata all’Ufficio Pubbliche Relazioni (URP) competente per provincia. E’ inoltre, fondamentale che la richiesta di accesso debba essere sempre motivata!
3) Il difensore civico: la tua “chiave segreta” per arrivare all’inps dalla porta principale e sistemare le cose una volta per tutte!
Il difensore civico è una figura di garanzia a tutela del cittadino, che ha il compito di accogliere i reclami non accolti in prima istanza dall’ufficio reclami del soggetto che eroga un servizio.
Contattare il difensore civico per chiedere aiuto in merito al rilascio del Certificato di Quantificazione del TFS è uno strumento potentissimo perché la procedura è semplice, il risultato è immediato e il servizio è 100% gratuito!
A differenza di quasi tutti i Paesi europei, in Italia non si è mai giunti all’approvazione di una legge istitutiva del Difensore civico nazionale; lo stesso trova una declinazione esclusivamente a livello regionale o delle province autonome, quindi l’erogazione del servizio a livello nazionale ha una certa disomogeneità, ovvero in alcune regioni funziona benissimo, in altro meno, in altre non c’è proprio.
Nel 2019 risultano 18 i Difensori civici regionali o delle province autonome (o Garanti che riuniscono in sé anche le attribuzioni del Difensore civico) in carica.
Queste le Regioni e e Province autonome che hanno previsto tale istituto nei rispettivi statuti o in apposite leggi regionali:
Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche (Garante dei diritti della persona), Molise (Garante dei diritti della persona), Piemonte, Umbria, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto (Garante dei diritti della persona), nonché le Province autonome di Bolzano e Trento.
In Calabria e in Puglia il Difensore civico non è mai stato nominato a tutto il 2019.
La figura del Difensore civico non è prevista normativamente dalle Regioni Sicilia e Trentino-Alto Adige (dove però la Regione ha delegato interamente ai due Difensori civici delle Province autonome le competenze nei confronti della Regione nei rispettivi territori).
Come contattare il difensore civico
Molto semplicemente vai su Google e cerca i riferimenti del Difensore Civico della Tua regione. Scrivigli una pec breve e sintetica (consiglio max 8 righi) dove spieghi che aspetti il Certificato di Quantificazione del TFS dall’Inps che per legge aveva 90 giorni per emetterlo e che non ha rispettato questo termine. Indica la sede inps di competenza, chiedi al Difensore Civico di intervenire tempestivamente per aiutarti a ottenere il tuo Certificato di Quantificazione del TFS e lascia i tuoi recapiti. Alla PEC allega copia del documento di riconoscimento e della tessera sanitaria. Dopo 2 o 3 giorni scrivi al Difensore Civico per verificare che abbia ricevuto la PEC o telefona per spiegargli a voce cosa è successo. Vedrai che con questa mossa in breve tempo si sistemerà tutto.
In caso di un’oggettiva urgenza documentabile hai a disposizione un’arma ancora più potente ed efficace:
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Non a caso TFSTURBO è il portale numero 1 in Italia per l’Anticipo TFS.
Molte banche hanno deciso di non offrire questo servizio e il 99% delle banche italiane non eroga quello a tasso agevolato limitandosi a quello ordinario perché troppo tecnico e poco remunerativo per loro.
Per quanto mi riguarda, puoi contare sempre sul mio aiuto.
Tienimi costantemente aggiornata sull’avanzamento della Tua richiesta, sugli sviluppi dei tuoi contatti con l’Inps e non esitare a contattarmi per ottenere il mio aiuto.
Appena ricevi il Certificato di Quantificazione del TFS, contattami immediatamente per ottenere velocemente quanto ti spetta.
Lavoro ogni giorno pancia a terra per aiutare centinaia di pensionati italiani che si rivolgono a me per l’Anticipo Tfs.
Non vedo l’ora di aiutare anche te a ottenere i Tuoi soldi nel più breve tempo possibile affinché tu possa realizzare con estremo successo tutti i tuoi progetti e Tutti i tuoi sogni!
TI ASPETTO!
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ciao marinella scusa se ti do del tu ma volevo un consiglio da te perche la mia e una situazione un po complicata ora ti spiego ho una cessione in corso che scade nel 2030 in piu ho un pignoramento che finisce marzo 2024 e qualche debito con lagenzia delle entrate e dopo avere pagato per piu di 25 anni non ce mai fine volevo sapere se voi potete aiutarmi a salvare il mio tfs io andro in pensione settembre 2024 tu cosa mi consigli ti ringrazio antipicipatamente
Ciao Antonio,
potremmo valutare il tasso ordinario.
Un mese prima di andare in pensione contattami e facciamo il punto.
Intanto grazie
Buongiorno, io la prima rata l’ho già ricevuta grazie al vostro ottimo lavoro, vorrei sapere se c’è qualche possibilità di poter avere anche la seconda rata ( che mi verrebbe erogata dopo luglio 2025), con il tasso agevolato in anticipo.
Certo che possiamo aiutarti con il tasso ordinario.
Devi chiedere un nuovo certificato di quantificazione valido per l’ordinario.
Essendo già cliente la pratica si fa in modo estremamente semplice e veloce.
Grazie
Salve vorrei fare un preventivo con voi ma inps da settemebre non ha ancora emesso certificato di quantificazione tfs che ho richiesto grazie
Leggi questo e nel caso telefonami:
https://www.tfsturbo.com/ritardo-inps-come-presentare-un-reclamo-inps/
Grazie
Buongiorno,sono in pensione in cumolo già da agosto 2022 e ho il certificato di quantificazione agevolato che dice che il tfr lo riceverò nel 2032, vorrei sapere se conviene in questo periodo ho aspettare ha chiedere l’anticipo visto i tassi di interesse grazie.
Il 2032 è una durata troppo lunga.
Ad ogni modo leggi questo:
https://www.tfsturbo.com/anticipo-tfs-conviene-agevolato-inflazione/
Volevo alcune informazioni sul tfs anche i dipendenti pubblici ancora in servizio possono usufruire del tfs grazie.
Al momento se sei in servizio puoi valutare il prestito ponte…
https://www.tfsturbo.com/project/prestito-ponte/
Gentilissima S.ra Marinella, sono un ex dipendente pubblico in pensione dal 01.01.2023. La seguo da diverso tempo e utilizzando i suoi consigli, in data 04.01.2023 ho richiesto a mezzo portale Inps il certificato di quantificazione TFS in cessione ordinaria alla sede Inps di Napoli. Sono persona gravemente ammalata, andata in pensione con quota 100 con anni 39 e mesi sei di servizio. Trascorsi i doverosi 90gg, in data 08.04.2023, e 11/4.2023, ho inoltrato due solleciti a mezzo pec alla sede Inps di Napoli. Mi e’ stato risposto che le certificazioni saranno espletate in ordine di protocollo di arrivo e che, attualmente loro personale sta espletando quelle arrivate a Marzo 2022. Pertanto,loro non sono in grado di farmi sapere quando potra’ essere espletata la mia richiesta. Ho successivamente chiesto aiuto al difensore civico della Regione Campania, che si e’ attivato subito inoltrando a mezzo pec un istanza/ricorso all’Inps chiedendo l’accesso agli atti. Una copia del ricorso mi e’ stata inviata per conoscenza dal difensore civico. Le sembra cosa normale che per avere questo certificato, se tutto va bene, dovrei aspettare 13 mesi? A questo punto, a suo parere, devo aspettare la tempistica dell’istanza presentata dal difensore civico, o procedere autonomamente con una diffida di un legale? Nel salutarla, aspettando un suo prezioso parere, Colgo l’occasione per ringraziarla per tt i suoi consigli.
Per prima cosa ti ringrazio per la fiducia accordata e ti esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà.
La strada migliore da percorrere puoi deciderla solamente tu.
Il mezzo più estremo che puoi utilizzare è quello di presentare una denuncia penale per omissione dati d’ufficio chiedendo all’autorità giudiziaria di indagare per verificare che tutte le pratiche siano effettivamente lavorate in ordine cronologico senza fare figli e figliastri e accertare eventuali responsabilità nei ritardi.
Se invece non vuoi aspettare ancora puoi procede subito con un Prestito Ponte.
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In qualsiasi momento e qualsiasi decisione tu prenda sappi che puoi contare sempre nel mio aiuto .
In questo momento sono al tuo fianco.
Grazie
Giuseppe aveni sono in pensione dal 01/09/2019e devo aspettare il 02/2025per riscuotere il TFS.avendo fatto la richiesta di quantificazione del TFS il19/10/2022a tutt’oggi non ho ancora ricevuto risposta cosa devo fare grazie
puoi fare esattamente quello che è scritto nell’articolo.
appena ricevi il certificato a tutto il resto ci penso io.
Salve, mi chiamo Sbrescia Giuseppe sono andato in pensione per età il 01/05/2022 come dipendente pubblico, 67 anni. Facendo più o meno i calcoli dovrei avere come TFS meno di 50.000 € calcolando da febbraio 1995.Non ho fatto richiesta di quantificazione del tfs ma ad oggi sono trascorsi più di 15 mesi senza avere notizie. Cosa dovrei fare? Grazie
nel tuo caso devi procurarti il certificato di quantificazione tfs valido per l’ordinario ex dpr 180/1950
Gentilissima Dott.ssa Marinella, sono mesi che invio richieste e solleciti alla Sede INPS Vomero di Napoli per avere notizie in merito al TFS, ma niente. L’ultima se non in ordine di tempo quella inviata grazie alle sue informazioni tratte dal suo sito informativo al difensore civico che qui allego con le relative informazioni.
Pregiatissimo difensore Civico, sono un ex dipendente Regione Campania, pensionato dal 01/04/2022 dopo numerosi solleciti alla sede INPS sez. del Vomero (NA), non riesco ad avere notizie benché il certificato di Quantificazione TFS. Chiedo alla S. V. di intervenire al fine di risolvere tale problema.
Antonio Napolitano nato a ………. il ………….. e residente a ……………….. Allego alla presente copia della C. I. e codice Fiscale – cell…………………. Pec ……………………… – L’INPS non ha rilasciato il certificato nei limiti dei 30 giorni come previsto dalla normativa d.l. 4/2019. Prima richiesta effettuata il 15/06/2023 a mezzo PEC.
Inviata 01/08/2023 Difensore Civico Campania.
Le chiedo a questo punto cosa altro devo fare per avere uno straccio di notizia? Grazie per la sua cortese attenzione.
L’inps non ha 30 giorni per rilasciare il certificato, bensì 90. Dopo il difensore civico puoi attivare la procedura per l’accesso agli atti, dopo resta la denuncia penale per omissione d’atti d’ufficio.
Nel frattempo di consiglio di fissare un appuntamento ed andare all’inps eventualmente accompagnato da un avvocato.
Buongiorno, io ho appena compilato il modulo per richiedere il suo preventivo per l’anticipazione di una parte del tfs, la procedura e’ completamente online? Non ho compilato correttamente il modulo perchè non contempla l’ipotesi di chi come me si sia dimesso prima dell’eta’ pensionabile, maturero’ infatti il diritto alla pensione solo fra qualche anno. In questo caso l’anticipazione non e’ possibile?
In questo momento non è possibile procedere in quanto tra i documenti necessari vi è il cedolino della pensione.
Aspettiamo novità a breve.
Nel frattempo puoi valutare un prestito ponte…
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Gent.ma Dott.ssa, mi chiamo Mario Berardi sono andato in pensione per aver raggiunto il 67mo anno di età il 01/09/2022 con 36 anni di servizio, lavoravo nella pubblica amministrazione e precisamente nella scuola dopo aver fatto richiesta all’Inps per diverse volte sul loro portale della quantificazione del TFS e non ricevendo nessuna risposta ho chiamato direttamente all’ Inps di Cosenza per avere notizie in merito al mio TFS la loro risposta è stata che la scuola non ha inviata la domanda e quindi di rivolgermi alla scuola di competenza, mi sono rivolta alla mia ex scuola e mi è stato risposto che in effetti la domanda il DSGA non ha inviato la domanda non capendo il motivo ora la nuova DSGA sta rimandando l’invio della domanda da giorno in giorno, da tener presente che la scuola è in possesso di tutti i miei documenti, come devo comportarmi? Devo agire in modo legale? grazie Mario Berardi
Se bonariamente non ottieni risultati fai una diffida e mezzo pec con richiesta di accesso agli atti ai sensi della LEGGE 241/90.
Se non adempiono commettono un reato penale.
Gent.ma dottoressa Marinella
Mi chiamo Eliano Frisari ho 67 anni,ho lavorato come infermiere specializzato all’ospedale Mauriziano di Torino e’ da agosto che sono ufficilamente in pensione di vecchiaia,premetto che essendo caregiver di mia madre che ha 94 anni ho usufruito sul lavoro della legge 104 e del congedo di 2 anni,avevo fatto richiesta di ape sociale e l’ho ottenuta,per cui da maggio 2023 a luglio ho usufruito dell’ape e sono stato liquidato a luglio,ma e’ da agosto 2023 che attendo la mia pensione di vecchiaia e ad oggi 5 gennaio 2024 non l’ho ancora ricevuta,ho fatto ripetuti solleciti,sono stato alle sede inps il 2 novembre 2023 dove mi era stato assicurato che serei stato pagato entro il 20 novembre,pagamento con relativi arretrati e rimborso 730 non e’ avvenuto,sto’ continuando a fare solleciti maniente da fare quest’oggi mi son deciso ad inviare istanza d’intervento difensore civico della mia regione,spero di risolvere perche’ non e’ possibile aspettare 6 mesi per ottenere la pnsione che mi spetta,del tfs non se ne parla nemmeno,al momento sto usufruendo dei pochi risparmi di mia madre per tirare avanti.Grazie per i suoi consigli,la saluto e le porgo distinti saluti Eliano Frisari
Eliano, hai tutta la mia solidarietà e sono a tua disposizione per quanto di mia competenza.
Chi è andato in pensione con l’ape sociale non ha diritto nè all’anticipo agevolato nè a quello ordinario.
Col primo cedolino della pensione, la soluzione perfetta n questi casi è il prestito ponte…
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Marinella scusami, mi dici che chi e’ andato in pensione con l’ape sociale non ha diritto ne’ all’anticipo agevolato ne’ a quello ordinario, ma cio e’ riferito al TFS? Quando mi arrivera’ il primo cedolino(spero presto) successivamente dovro’ richiedere la quantificazione del TFS?
La quantificazione puoi chiederla con il primo cedolino.
Ti serve per sapere importo preciso e data precisa in cui prenderai i soldi ma non per fare l’anticipo.
Con il primo cedolino potrai chiedere il prestito ponte e quini non aspettare la scadenza:
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Buongiorno non so se è il posto giusto per esporle il mio problema ma ci provo comunque. Il sindacato ha richiesto la certificazione per Ape Sociale in data 03 02 2023 ed a tutt’oggi, nonostante numerosi solleciti non ho avuto alcuna risposta. Mi dicono che parte dei miei contributi sono ex IPOST e che sono loro a Roma che non rispondono. Io l’unica certezza che ho è che dopo 1 anno e dico dopo 1 anno non so ancora nulla e nessuno mi risponde. Grazie
Certo che l’inps non risponde. Se sei dipendente poste la domanda non va fatta all’inps ma al fondo poste. Siccome sei andata in pensione con ape sociale, l’anticipo tfs non si può fare in quanto la legge esclude da questo finanziamento tale tipologia di pensionamento. Nel tuo caso la soluzione perfetta è questa: https://www.tfsturbo.com/project/prestito-ponte/
Buonasera, scrivo a nome di mia moglie, ex insegnante in pensione dal 1/9/2021. Avendo aderito a suo tempo al fondo Espero ci pare di capire le spetti il TFR, in luogo di TFS. Non ha ancora ricevuto nulla e dalle Sue indicazioni mi pare la prima azione da fare sia la richiesta di certificato di quantificazione. La mia domanda è se tale certificato venga fornito sia per TFS che per TFR. Grazie
tra i vari passaggi per chiedere il certificato di quantificaizone…
ad un certo punto, nel tuo caso devi selezionare la voce TFR.
Se hai bisogno del nostro aiuto siamo a tua disposizione…
Buongiorno Marinella,
ti seguo da un po’ e aspettavo a scriverti, attendendo il certificato di quantificazione TFS.
Sono in pensione anticipata quota 103 dal 1 settembre 2023 (la scadenza effettiva sarebbe stata 31 agosto 2025).
La richiesta all’INPS l’ho fatta il 9 marzo. Al 10 giugno, essendo trascorsi i 90 gg, ho scritto per informazioni tramite MyInps. La risposta ricevuta qualche giorno dopo è stata:
“Risposta sede TRENTO-830000:
Salve, l’istruttoria per una quantificazione prevede un termine semestrale. prendiamo cmq in considerazione il suo sollecito. cordiali saluti”
Che mi consigli di fare? Grazie
il termine è 90 giorni.
Buongiorno,sono andato in pensione,il 10, giugno,ho presentato richiesta di certificazione quantificazione tfs,il 6, agosto,passati i 90,giorni,ho chiesto un sollecito tramite Caf, la risposta dell’INPS , che la richiesta è respinta poiché ,il conteggio mandato, dall’amministrazione penitenziaria e errato,essendoci degli scatti che non mi toccano,ho contattato il DAP, che a sua volta ha riferito che i conteggi sono giusti,e che in nessun caso verranno cambiati, preso un appuntamento all’INPS ho chiesto esplicitamente,vista la mia esigenza ha chiedere l’anticipo,di non tenere conto della maggiorazione,e di rilasciarmi il certificato con i loro conteggi,ma l’INPS pretende,il tutto dall’amministrazione penitenziaria,un muro contro muro, che mi sta facendo impazzire,cosa posso fare vi prego
Rivolgiti al difensore chiedendogli di derimere la controversi atra i due enti.
Presenta, inoltre, ad entrambi gli enti. richiesta di accesso agli atti ai sensi della Legge 241/90 che giustifichi la loro presa di posizione.