Le regole del rendistato nell’Anticipo Agevolato del TFS con spread allo 0,40%

Nel finanziamento per l’Anticipo del Tfs a tasso agevolato, come da d.l. 4/2019, il rendistato ha un ruolo fondamentale.

Il tasso finale del finanziamento, infatti, è dato dalla somma dello spread che è sempre pari allo 0,40% + il rendistato.

Che cos’è il rendistato?

La definizione tecnica di rendistato è questa:
“il Rendistato indica il rendimento annuo lordo di un paniere di titoli di stato italiani, ossia il rendimento di un campione di titoli pubblici a tasso fisso”

Per rendistato, quindi, si intende il rendimento dei titoli pubblici e rappresenta un valore aggiornato mensilmente dalla Banca d’Italia che riepiloga il rendimento del paniere di Titoli di Stato. Si tratta quindi di un insieme di dati statistici analizzati in modo da dare un valore unico che può essere considerato medio.

Il rendistato è importante in quanto tenuto in considerazione dagli istituti bancari come parametro di riferimento per calcolare il tasso finale di questa tipologia di finanziamento e non solo.

Per usare un linguaggio estremamente semplice e comprensibile anche a chi non mangia pane e finanza, il rendistato è il rendimento medio dei titoli di stato e rappresenta il costo del denaro a carico della banca per questo tipo di finanziamento.

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Esempio di Rendistato valido per l’Anticipo TFS e aggiornato a maggio 2021

Il valore del rendistato viene pubblicato mensilmente dalla Banca d’Italia.
A questo link puoi consultare l’ultima versione pubblicata:

https://www.bancaditalia.it/compiti/operazioni-mef/rendistato-rendiob/

Che cos’è lo spread?

Lo spread indica un differenziale, un margine. Lo spread che riguarda l’Anticipo del Tfs non ha nulla a che vedere con quello che sentiamo nominare spesso in televisione quando si parla di crisi economiche o problemi politici.

Nel nostro caso, invece, lo spread è il guadagno della banca ed è sempre pari allo 0,40%.

Come si calcola il tasso complessivo del finanziamento per l’Anticipo del TFS agevolato?

Per l’Anticipo del Tfs a tasso agevolato il tasso finale è dato dalla somma dello spread (che è sempre pari allo 0,40%) + il rendistato corrispondente al tempo per il quale viene anticipato il TFS.

Ad esempio se la somma è anticipata di un anno varrà il rendistato a 12 mesi, se la somma è stata anticipata per tre anni si calcolerà il rendistato a 36 mesi e così via…
Il rendistato applicato è quello in vigore il giorno dell’emissione del bonifico da parte dell’Istituto di Credito che eroga il finanziamento, gli interessi saranno calcolati, quindi, da quel giorno fino al giorno in cui l’Inps verserà la somma alla banca che ha anticipato la liquidazione del pensionato.

Gli interessi, quindi, non vengono calcolati dal giorno della firma del contratto ma dal giorno dell’effettivo bonifico. In questo modo si evita di far pagare interessi al cliente per un periodo durante il quale non ha goduto della somma finanziata dalla banca.

E’ importare notare che il guadagno per la banca è sempre lo stesso ed è sempre pari allo 0,40%, l’eventuale differenza non rappresenta un maggior guadagno per la banca ma un costo maggiore a parità di margine. Quindi l’eventuale differenza del rendistato è un costo che ricade sul cliente ma non rappresenta un utile per la banca.
Per essere ancora più chiari, se il denaro costa di più la banca non ci guadagna niente.
Se il rendistato è negativo, ovvero inferiore a zero, il tasso finale resta comunque lo 0,40%

Esempio con rendistato negativo:

Giovanni va in pensione a gennaio 2022.
A Febbraio 2022 l’Inps gli comunica, tramite il Certificato di Quantificazione del TFS, che il suo Tfs complessivo è pari ad euro 60.000 di cui 45.000 saranno erogati il 10 gennaio 2023 e 15.000 il 10 gennaio 2024.

A Marzo 2022 Giovanni sottoscrive un contratto di Anticipo Tfs a tasso agevolato che indica lo spread pari allo 0,40% e il rendistato pari a -0,30%. In tal caso il tasso finale è lo 0,40% perché il tasso, anche se il rendistato è negativo, non può mai esser inferiore allo 0,40%.

Ad Aprile l’Inps emette la Presa d’Atto positiva che consente alla banca di erogare il finanziamento, il rendistato nel frattempo è diventato -0,20%. Il tasso finale sarà ancora allo 0,40% perchè non può mai scendere sotto questa soglia. La banca predispone il bonifico al pensionato il giorno 20 aprile 2022 calcolando gli interessi per frazioni giornaliere da tale data fino al 10 gennaio 2023. Su base annua il tasso è allo 0,40% e il costo in tal caso è pari ad €180 ma viene ricalcolato sui giorni effettivi di anticipo.

Giovanni il 22 aprile trova sul suo conto corrente il suo TFS di 45.000 euro al netto delle spese bancarie indicate. L’anno dopo riceverà, alla data indicata dall’Inps sul certificato, la differenza degli altri 15.000 euro che non sono stati anticipati dalla banca. Nel frattempo l’inps avrà anche già saldato il finanziamento versando i primi 45.000 alla banca.

Esempio con rendistato positivo:

Michele va in pensione a gennaio 2022.
A Febbraio 2022 l’Inps gli comunica, tramite il Certificato di Quantificazione del TFS, che il suo Tfs complessivo è pari ad euro 60.000 di cui 45.000 saranno erogati il 10 gennaio 2027 e 15.000 il 10 gennaio 2028.

A Marzo 2022 Giovanni sottoscrive un contratto di Anticipo Tfs a tasso agevolato che indica lo spread pari allo 0,40% e il rendistato a 5 anni pari allo 0,30%. In tal caso il tasso finale è lo 0,70% perché il tasso è dato dalla somma dei due valori.

Ad Aprile l’Inps emette la Presa d’Atto positiva che consente alla banca di erogare il finanziamento, il rendistato nel frattempo è sceso ed è diventato pari allo 0,20%. Il tasso finale quindi sarà pari allo 0,60% perchè viene applicato il tasso in vigore al momento del bonifico, così come indicato dalla Banca d’Italia. La banca predispone il bonifico al pensionato il giorno 20 aprile 2022 calcolando gli interessi per frazioni giornaliere da tale data fino al 10 gennaio 2027. Su base annua il tasso è allo 0,60%, il costo annuo in tal caso è pari ad €270 e viene ricalcolato sui giorni effettivi di anticipo.

Giovanni il 22 aprile trova sul suo conto corrente il suo TFS di 45.000 euro al netto delle spese bancarie indicate. Subito dopo decide di non aspettare l’Inps per ottenere gli altri 15.000 euro e prenderli subito tramite un finanziamento per l’Anticipo del Tfs a tasso ordinario come dpr 180 del 1950. Per questo motivo chiede all’Inps un nuovo Certificato di Quantificazione per la cessione ordinaria del TFS.

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